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martedì 26 novembre 2019

Un ragazzo di 12 anni è rimasto ferito in modo grave dopo un volo di 8-10 metri dal tetto in plexiglas del centro commerciale Auchan alla periferia di Ancona. Il ragazzino, originario di Falconara, era con tre coetanei e con un maggiorenne. Sarebbe sfuggito alla sorveglianza dell'adulto e di sarebbe messo a saltare sul tetto in plexiglas, in un'area transennata, non accessibile al pubblico.

L'adolescente disobbedisce ai genitori, la punizione social è crudele ma geniale

Il plexiglas ha ceduto e il 12enne è finito a terra nella galleria principale del centro commerciale, vicino alle casse, dopo avere sfondato le grate che sostengono il soffitto. Sul luogo sono intervenuti il 118, le volanti della Questura di Ancona, i vigili del fuoco. L'adolescente, trasportato al pronto soccorso dell'ospedale di Torette, ha una frattura al femore e altre fratture: è ricoverato in gravi condizioni.Al momento la polizia non ipotizza alcun reato per la caduta del 12enne dal soffitto del centro commerciale Auchan, dopo il cedimento di un tetto in plexiglas e delle grate. Gli agenti delle Volanti manderanno domani un'informativa alla Procura di Ancona, che valuterà se aprire un fascicolo di indagine. Sono stati sequestrati i materiali caduti a terra insieme al ragazzino.

La Prova del Cuoco, gelo sulla concorrente: «Ringrazio mio marito che mi ha permesso di partecipare: è molto geloso»

«Sono Natascia, sono sposata da un anno e ringrazio mio marito che mi ha permesso di venire qui». Bufera alla Prova del Cuoco dopo le parole di una concorrente di Vasto, in provincia di Chieti, proprio nel giorno della giornata contro la violenza sulle donne. La donna ha confidato alla conduttrice, Elisa Isoardi, che il marito è un po’«gelosino»: motivo per cui le ha concesso solo a fatica di partecipare alla trasmissione.

La reazione della Isoardi non si fa attendere: «Perché bisogna ringraziarlo? Se è geloso è un problema suo», e giù applausi dal pubblico. Poi la Isoardi ribadisce: «Non poteva venire alla Prova del cuoco? Ehhhh», commenta con un ampio gesto della mano. Qualcuno non inquadrato è più esplicito: «Le ha permesso di venire, e che siamo nel Medioevo?».

Matteo Renzi, perquisizioni in corso da parte della Guardia di Finanza in 11 città per l'indagine sulla Fondazione Open

Sono in corso da parte di militari della Guardia di Finanza perquisizioni a Firenze e altre 10 città, a quanto apprende l'Adnkronos, legate a un'indagine della procura sulla Fondazione Open, di cui era presidente l'avvocato Alberto Bianchi. La Fondazione Open, attiva dal 2012 al 2018, era nata per sostenere le iniziative politiche di Matteo Renzi, tra le quali la convention della Leopolda. Oltre che a Firenze sarebbero in corso perquisizioni da parte dei militari della Guardia di Finanza in altre dieci città: Milano, Torino, Roma, Napoli, Parma, Bari, La Spezia, Pistoia, Alessandria e Modena.

Secondo quanto apprende l'AdnKronos, i soggetti perquisiti sarebbero stati tra i finanziatori della Fondazione Open attiva tra il 2012 e il 2018 per sostenere le attività politiche di Matteo Renzi.

L'avvocato Bianchi risulta indagato per traffico di influenze illecite tra il 2016 e il 2018. La procura procede anche per reati in violazione della legge sul finanziamenti dei partiti politici. Alberto Bianchi, sessantacinque anni, uno dei più stretti collaboratori dell'ex premier Matteo Renzi nel cosiddetto “Giglio Magico”, è stato oggetto di sequestri il 17, 18, 19 settembre scorsi.

Nel suo studio legale, in via Palestro a Firenze, i militari delle Fiamme Gialle hanno sequestrato documentazione relativa all'attività della Fondazione Open con l'acquisizione dei nominativi dei finanziatori dell'attività politica dello stesso ente. Dall'esame dei verbali delle operazioni compiute dalla Guardia di Finanza, secondo la ricostruzione della procura, emergerebbe che la Fondazione Open ha agito da «articolazione di partito politico» nel caso, ad esempio, della corsa di Matteo Renzi alle primarie del Pd nell'anno 2012, in seguito per la costituzione del 'comitato per Matteo Renzi segretariò del Pd in occasione delle primarie del 2013.

L'azione da "articolazione" di partito politico della Fondazione Open sarebbe ravvisata dalla Procura anche dalla presenza di ricevute di versamento da parte di alcuni parlamentari. Al tempo stesso la Fondazione Open avrebbe anche «rimborsato spese a parlamentari».

I reati contestati dalla procura fiorentina emergerebbero dalle annotazioni della Gdf inviate al pubblico ministero titolare delle indagini sin dal 14 luglio scorso a cui sono seguiti successivamente verbali redatti il 22 agosto, il 23 settembre, il 4 ottobre, il 9 ottobre, il 23 ottobre e il 13 novembre.

Mercedesz Henger a Non è la D'Urso «So chi è il mio padre biologico, ma Riccardo Schicchi resta il mio vero padre»

«Che Riccardo Schicchi non è il mio padre biologico lo so da quando avevo 17 anni - racconta Mercedesz Henger a Live non è la D'Urso - Barbara l'altro giorno stavo venedo da te con i miei cagnolini, ho ricevuto una chiamata da un giornalista che mi diceva di aver saputo questa notizia e se volevo parlarne. Lo sapevamo in pochissimi, posso presupporre chi voleva farla trapelare, ma non ho prove e non voglio accusare nessuno». Mercedesz Henger vuole fare chiarezza sulla notizia "esplosa" all'improvviso e a Barbara D'Urso confessa di avere dei sospetti: «Se avrò una prova sarai tu la prima a saperlo, è un colpo basso di quelli schifosi. Mio padre è Riccardo Schicchi, mi ha amato più di chiunque altro nella mia vita e voglio che questo sia chiaro a tutti. Non mi sono svegliata una mattina e ho deciso di raccontare questa cosa. Io non voglio che venga sminuito il rapporto con mio padre, è questo che mi ha spinto ad essere qui. Voglio che sia chiara questa cosa, sono stata costretta a farlo, scoprirò chi è stato, ho dei sospetti. Non è stata mia madre».
La D'Urso chiede a Mercedesz se conosce l'identità del padre biologico e se ha voglia di conoscerlo:
«Io non ho la curiosità di incontrare una persona che non si è mai preoccupata di incontrarmi. Io so chi è, l'ho sentito al telefono quando avevo 17 anni, mi ha detto 'parli malissimo l'ungherese, ho saputo che vai in Inghilterra ma io non ho soldi da darti'. Io non glieli ho mai chiesti, mio padre (Riccardo Schicchi ndr) non mi ha mai fatto mancare niente, ho ridato il telefono a mia madre e non ne ho più voluto sapere. Lui ha una famiglia in Germania, ma comunque sinceramente non lo voglio incontrare, io so qual è la mia famiglia, non voglio intromettermi in una famiglia che non mi appartiene».