BARCELLONA. La storia ci dice che la natura
multinazionale dello Stato spagnolo ha creato a più riprese fasi
conflittuali di natura economica in una costante ricerca, da parte della
Catalogna, di una propria indipendenza culturale, economica e politica.
Cresce quindi la tensione in Catalogna alla vigilia del voto per ottenere l’indipendenza che il governo centrale di Madrid sta cercando di impedire: "Un attacco alla democrazia senza precedenti nell'Europa moderna" afferma il vice presidente catalano Oriol Junqueras. "Quanto sta accadendo in Catalogna è terribile".
Un gruppo di agenti della gendarmeria spagnola, è
entrato nel Centro delle Telecomunicazioni (Ctti) del governo catalano
per impedire la raccolta e l'elaborazione dei dati sulla consultazione e
bloccare tutte le attività informatiche connesse al voto previsto
domenica. Il portavoce della Generalitat Jordi Turull afferma che
domenica si "voterà lo stesso" perché "il blocco non compromette la logistica della votazione".
Inoltre ancora chiuso anche lo spazio aereo sopra la capitale sino a
lunedì. Infatti, via terra, sono arrivati a Barcellona circa 4mila
agricoltori con i loro trattori che domani si occuperanno di impedire
l'intervento delle forze di polizia creando una barriera intorno a
luoghi del voto.
Ad oggi Barcellona è spaccata in due: da una parte
sfilano le bandiere della Catalogna, dall'altra quella spagnola.
Centinaia di persone hanno manifestano in difesa dell'unità della Spagna
davanti il palazzo del governo locale, altre migliaia hanno marciato,
invece, a sostegno dell'autonomia catalana.
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